3 giorni sulle colline Toscane

Itinerario di 3 giorni sulle colline toscane.

Gli aceri che rosseggiano sui colli, le viti chine sotto il peso dei grappoli, le torri avvolte dalle prime brume. L’autunno in Val D’Elsa arriva presto e ha un fascino particolare, che potrete godervi programmando un weekend tra i numerosi borghi della zona.

Noi, approfittando di un’offerta, abbiamo scelto un bellissimo albergo diffuso con vista su San Gimignano: il Borgo di Mariano, un gruppo di case coloniche convertito in resort e completato da un ottimo ristorante. Da qui siamo partiti per tre gite giornaliere alla scoperta dei dintorni.

giorno 1 – Monteriggioni

Puntiamo verso Monteriggioni e, per evitare le tariffe (esagerate) dei parcheggi turistici, decidiamo di parcheggiare un po’ prima, ad Abbadia Isola. È così che scopriamo un borgo delizioso raccolto attorno alla chiesa romanica dei Santi Salvatore Cirino. Il tempo di scattare qualche foto, e scorgiamo l’inconfondibile segnaletica della via Francigena. Il paziente pellegrino sembra proprio puntare verso il Monteriggioni. Percorriamo 5 piacevoli chilometri tra campi e boschetti, godendo degli splendidi scorci sulle torri del borgo. Varcata la porta del paese potrete fare un giretto tra le viuzze, rifocillarvi nella piazzetta o percorrere parte della cinta muraria (a pagamento).

Se vi avanza tempo, nel pomeriggio potete fare una passeggiata a Colle Val D’Elsa, patria del cristallo (c’è anche un museo dedicato alla sua lavorazione). Perduta tra i suoi colli, si trova anche la necropoli etrusca di Dometaia ma – ahimè – è aperta solo alla domenica (conviene telefonare per essere sicuri di poterla visitare).

giorno 2 – Volterra

Anche a Volterra potrete ammirare i resti di un passato lontano: nella parte più alta del paese sorgevano, infatti, diversi templi etruschi, mentre sul fianco del colle è ancora visibile parte dell’alzato del teatro romano.

Il centro storico conserva il suo carattere due-trecentesco con il palazzo comunale e le tipiche case a torre delle famiglie più influenti. Il Duomo, d’impianto romanico, è stato rimaneggiato nel Cinquecento e nell’Ottocento.

giorno 3 – San Gimignano

Ci siamo tenuti per il gran finale San Gimignano e il suo centro storico, Patrimonio Unesco dal 1990.

L’altezza delle torri medievali simbolo del paese è davvero impressionante, come l’ottimo stato di conservazione delle antiche piazze. Ma ancora più ci stupisce il Duomo, con il suo incredibile ciclo di affreschi Trecenteschi dai vividi colori.

Merita una visita il Museo Archeologico, dove i reperti (che vanno dalla preistoria al Medioevo) sono ancora esposti secondo un gusto tipicamente Ottocentesco (che personalmente adoro). La collezione di urne funerarie etrusche e romane è sterminata come anche quella delle ceramiche e di altri oggetti di uso comune.

Se vi piacciono i cibi sapidi, nelle numerose botteghe del centro potrete comprare formaggi, vini e salumi tipici (come quelli ricavati dalla carne di cinghiale).

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3 days around hills of Tuscany

The red maples on the hills, the vines bent under the weight of the bunches, the towers wrapped in the first fogs. Autumn in Val D’Elsa comes early and has a particular charm, which you can enjoy by planning a weekend among the numerous villages in the area.

Taking advantage of an offer, we have chosen a beautiful widespread hotel with a view of San Gimignano: Borgo di Mariano, a group of farmhouses converted into a resort and completed by an excellent restaurant. From here we left for three day trips to discover the surroundings.

day 1 – Monteriggioni

We head towards Monteriggioni and, to avoid the (exaggerated) rates of tourist car parks, we decide to park out of the town, in Abbadia Isola. This is how we discover a delightful village built around the Romanesque church of Santi Salvatore Cirino. We take some photos and we see the unmistakable signals of the Via Francigena. The pilgrim patient (symbol of the route) seems to be heading towards Monteriggioni. We walk 5 pleasant kilometers between fields and groves, enjoying the wonderful views of the towers of the village. Once through the town gate, you can take a stroll through the alleys, refresh yourself in the square or walk along part of the difensive walls (for a fee).

If you have time, in the afternoon you can take a walk in Colle Val D’Elsa, home of crystal (there is also a museum dedicated to its processing). Lost among its hills, there is also the Etruscan necropolis of Dometaia but – unfurtunately – it is only open on Sundays (it is better to call to be sure to visit it).

day 2 – Volterra

Even in Volterra you can admire the remains of a far past: in the highest part of the town there are, in fact, several Etruscan temples ruins, while on the side of the hill part of the elevation of the Roman theater is still visible.

The historic center retains its thirteenth-fourteenth century character with the town hall and the typical tower houses of the most influential families. The Romanesque cathedral was remodeled in the sixteenth and nineteenth centuries.

day 3 – San Gimigrano

Great end visiting San Gimignano and its historic center, a Unesco World Heritage Site since 1990.

The height of the medieval towers symbol of the town is truly impressive, as is the excellent state of conservation of the ancient squares. But the cathedral amazes us even more, with its incredible cycle of fourteenth-century frescoes in vivid colors.

We recomend to visit the Archaeological Museum, where the eritages (ranging from prehistoric times to the Middle Ages) are still exhibited according to a typically nineteenth-century taste (which I personally adore). The collection of Etruscan and Roman funerary urns is vast as well as that of ceramics and other objects of common use.

If you like savory foods, in the many shops in the center you can buy typical cheeses, wines and cold cuts (such as those made from wild boar meat).

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3 dias por las colinas de Toscana

Los arces rojos en los cerros, las vina dobladas bajo el peso de los racimos, las torres envueltas en las primeras nieblas. El otoño en Val D’Elsa llega temprano y tiene un encanto particular, que puedes disfrutar planificando un fin de semana entre los numerosos pueblos de la zona.

Aprovechando una oferta, hemos elegido un hermoso hotel con mirada a San Gimignano: Borgo di Mariano, un conjunto de casas de campo reconvertidas en resort y completadas por un excelente restaurante. Desde aquí salimos para excursiones de tres días para descubrir los alrededores.

dia 1 – Monteriggioni

Nos dirigimos hacia Monteriggioni y, para evitar las (exageradas) tarifas de los aparcamientos turísticos, decidimos aparcar fuera del pueblo, en Abbadia Isola. Así es como descubrimos un pueblo encantador construido alrededor de la iglesia románica de Santi Salvatore Cirino. Hacemos algunas fotos y vemos las señales inconfundibles de la Via Francigena. El paciente peregrino (símbolo del camino) parece dirigirse hacia Monteriggioni. Caminamos 5 agradables kilómetros entre campos y arboledas, disfrutando de las maravillosas vistas de las torres del pueblo. Una vez que atraviesa la puerta de la ciudad, puede dar un paseo por los callejones, refrescarse en la plaza o caminar a lo largo de parte de las murallas (de pago).

Si tienes tiempo, por la tarde puedes dar un paseo en Colle Val D’Elsa, cuna del cristal (también hay un museo dedicado a su elaboración). Perdida entre sus colinas, también se encuentra la necrópolis etrusca de Dometaia pero, desafortunadamente, esta abierta solamente los domingos (es mejor llamar para asegurarse de visitarla).

dia 2 – Volterra

Tambien en Volterra se pueden admirar los restos de un pasado lejano: en la parte más alta de la ciudad hay, de hecho, unas ruinas de templos etruscos, mientras en la ladera de la colina todavía se ve parte de la elevación del teatro romano.

El centro histórico conserva su carácter del siglo XIII-XIV con el ayuntamiento y las típicas casas torres de las familias más influyentes. La catedral románica fue remodelada en los siglos XVI y XIX.

dia 3 – San Gimignano

Final perfiecto visitando San Gimignano y su centro histórico, declarado Patrimonio de la Humanidad por la Unesco desde 1990.

Impresionante es el tamano de las torres medievales símbolo de la ciudad, así como el excelente estado de conservación de las antiguas plazas. Pero la catedral nos sorprende aún más, con sus increíbles frescos del siglo XIV en colores vivos.

Recomendamos visitar el Museo Arqueológico, donde aun se exhiben las antiquidades (que van desde la prehistoria hasta la Edad Media) según un gusto típicamente decimonónico (que personalmente adoro). La colección de urnas funerarias etruscas y romanas es vasta, así como la de cerámica y otros objetos de uso común.

Si te gustan las comidas sabrosas, en las numerosas tiendas del centro podrás comprar quesos, vinos y embutidos típicos (como los elaborados con carne de jabalí).

Vi custodirò per sempre

Oggi è stato il mio ultimo giorno da collaboratore museale al Castello Sforzesco di Milano. Un’avventura lunga 9 mesi, come un parto, e forse non è un caso: avevo bisogno di rinascere dopo un brutto periodo. In quest’utero un po’ affollato ho imparato a far i conti con una la mia Visual Snow Syndrome, scoprendo quante risorse può avere l’animo umano. L’ho imparato anche grazie alla grande famiglia del castello – perché quando lavori 10 ore al giorno, gomito a gomito con i colleghi, si diventa un po’ una grande famiglia con i fratelli di scorribande, le zie che ti vogliono bene, i cugini provoloni e i nonni un po’ duri d’orecchio.

Abbiamo vissuto insieme anche il lock down, chiusi dentro le mura con tanti tesori da custodire (una responsabilità ma anche un onore) e il mondo fuori a fare i conti con mille problemi. Un’oasi meravigliosa, un’esperienza così particolare che ci è sembrato un dovere condividerla con l’esterno, per questo abbiamo ideato e realizzato il progetto #Sforzescopazzesco: tanti video per raccontare il “nostro” castello. Di seguito troverete le puntate realizzate finora (in una ci sono anche io).

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Today was my last day as a museum collaborator at the Castello Sforzesco in Milan. A 9 month long adventure, like giving birth, and maybe it’s no coincidence: I needed to be reborn after a bad period. In this slightly crowded womb I learned to deal with my Visual Snow Syndrome, discovering how many resources the human soul can have. I also learned it thanks to the great family of the castle – because when you work 10 hours a day, side by side with colleagues, you become something like a big family with brothers to joke, aunts who love you, cousins fall for women and grandparents a little hard of hearing.

We also experienced the lock down together, closed inside the walls with so many treasures to guard (a responsibility but also an honor) and the world outside dealing a thousand problems. A wonderful oasis, an experience so special that it seemed a duty to share it with the outside world, so we conceived and created the #Sforzescopazzesco project: lots of videos to tell about “our” castle. Below you will find the videos made until now (in one there is also me).

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Hoy ha sido mi último día como colaborador del museo en el Castello Sforzesco de Milán. Una aventura de 9 meses, como dar a luz, y tal vez no sea casualidad: necesitaba renacer después de un mal período. En este útero ligeramente abarrotado aprendí a lidiar con mi Síndrome de Nieve Visual, descubriendo cuántos recursos puede tener el alma humana. También lo aprendí gracias a la gran familia del castillo, porque cuando trabajas 10 horas al día, codo a codo con compañeros, te conviertes en una gran familia con hermanos de redadas, tías que te quieren, primos flirteadores y abuelos un poco hipoacúsicos.

También vivimos el encierro juntos, encerrados dentro de los muros con muchos tesoros que cuidarnos (una responsabilidad pero también un honor) y el mundo exterior para lidiar con mil problemas. Un oasis maravilloso, una experiencia tan especial que os parecía un deber compartirla con el mundo exterior, por eso concebimos y creamos el proyecto #Sforzescopazzesco: muchos videos para contar sobre “nuestro” castillo. A continuación encontrará los episodios realizados hasta el momento (en una también estoy yo).

 

Episodio 1 – Federica e il Bronzino

Episodio 2 – Elena e la Pietà Rondanini

Episodio 3 – Ruggero e Carlo Mollino

Episodio 4 – Valeria con Sandra e Raimondo

Episodio 5 – Daniela e il cortile delle armi

Episodio 6 – Luciano e Leonardo Da Vinci

Episodio 7 – Francesca e la Pinacoteca

Episodio 8 – Simona e le sorelle Anguissola

Sopra e sotto il ponte gobbo

In un sabato estivo come tanti – non corresse l’anno 2020 – abbiamo pensato di fissare l’abbronzatura con una giornata sul fiume Trebbia, come facevamo da ragazzi. Ai tempi tiravamo su l’occorrente per il barbecue e scendevamo in località San Salvatore dove, attraversati il piccolo borgo e il vigneto, ci sistemavamo sulla spiaggetta di sabbia e, in attesa del pranzo, ci rinfrescavamo nelle fresche anse del fiume.

Dalla lunga fila di auto parcheggiate alla bell’e meglio a bordo strada, abbiamo subito capito che le cose non sarebbero andate come speravamo. Invertita la marcia e telefono alla mano in cerca di altro da fare, abbiamo incrociato una famiglia che se ne andava e siamo riusciti a parcheggiare al loro posto. Andiamo a vedere, ci siamo detti. Così siamo scesi alla spiaggia di Bobbio che si è confermata più affollata del lido di Riccione.

Ci siamo rifugiati su uno scoglio e siamo rimasti con i piedi a mollo per mezza giornata, osservando le persone che sguazzavano in questo tratto di fiume basso e tranquillo, abbastanza sicuro per fare il bagno. Ci sono anche due chioschi dove è possibile recuperare bibite, panini e gelati. L’ondata di gente accorsa nel pomeriggio ci ha definitivamente convinti a levare le tende.

Prima di tornare a Milano, abbiamo deciso di fare un giro a Bobbio, un paese che, con il suo “ponte gobbo” visibile dalla statale, mi aveva sempre incuriosito. Vale la pena fare quattro passi nel borgo antico, dove si possono visitare il Castello visconteo, l’Abbazia di San Colombano e il Duomo. Una bella veduta d’insieme si ha attraversando il Trebbia, portandosi sulla sponda opposta al paese. Il momento giusto per farlo è al mattino, quando il sole è nella posizione giusta per scatti cattura like.

1 day in Bereguardo

Come promesso, eccomi ad approfondire uno degli itinerari suggeriti nel mio ultimo post. Una scoperta recente, a dir la verità. Era la fase 2 del famigerato lock down, quando “potete uscire, sì, ma, aspetta, forse no, solo per sport, entro i confini regionali e con la mascherina, evitando gli assembramenti”. Bella sfida, dove andiamo? Non so come, mi è venuto in mente di aver sentito parlare di questo ponte di barche, sul Ticino, proviamo?

Non vi mentirò: mi aspettavo graziose barchette colorate e un insieme molto pittoresco… non le troverete. Il ponte è costituito da grigie e anonime chiatte in cemento, in gran parte arenate sul fiume in secca. Merita, comunque, una visita per la strana sensazione di instabilità che si prova camminandoci sopra e per il contesto in cui si trova, che è molto gradevole (noi ci siamo imbattuti in un capriolo e in due bombici dell’ailanto).

Vi suggerisco una gita in giornata così organizzata: arrivate al ponte di barche e parcheggiate all’agriturismo G.enGin (dove, poi, pranzerete) e imboccate, verso nord, il sentiero sulla sponda occidentale del Ticino. Dopo Ondasplash, l’ampio sterrato diventa un sentiero vero e proprio che costeggia il fiume e, senza troppo sforzo, potrete raggiungere un’area “rinaturalizzata” dove, da un fontanile, zampilla gorgogliante acqua fresca. Da qui potete decidere se tornare indietro o continuare la vostra passeggiata. Il tracciato del sentiero è pianeggiante e pulito, perciò adatto a tutti; gli unici problemi potrebbero essere il caldo e gli insetti (portate il repellente per le zanzare).

Al termine della vostra camminata, concedetevi una sosta all’agriturismo per un tagliere di salumi e un bicchiere di vino. Non prendete il dolce: mangerete un gelato più tardi. Nel pomeriggio, infatti, potrete fare una sosta in paese, per un giro intorno alle mura e nella corte del Castello Visconteo di Bereguardo, dove hanno sede gli uffici comunali. Prendete un cono in una delle tre gelaterie del centro prima di tornare a casa.

Cosa fare a Milano… entro 100 km

A lungo, per vari evidenti motivi, siamo stati combattuti sulla meta da raggiungere per le nostre vacanze estive. Italia o estero? Rimanere in patria, inizialmente, sembrava la cosa più semplice e sicura da fare ma il volo per la Grecia a soli 60 euro era moooolto allettante. Tra l’altro, Corfù era l’isola che avremmo dovuto visitare esattamente un anno prima, quando per motivi di salute saltò tutto… Beh, intanto, prendiamo i biglietti, ci siamo detti, poi si vedrà. E, intanto, la Grecia ha cominciato a uscire dall’emergenza e a riaprire i confini. Ma, intanto, siccome siamo anche previdenti, ci siamo anche prenotati una settimana nella campagna marchigiana. Come potrete immaginare, è andata a finire che siamo andati sia da una che dall’altra parte, di modo da poterci prendere gli insulti tanto dei sostenitori di #vacanzeitaliane che di quelli di #vacanzeNONitaliane.

Per tranquillizzare subito tutti, ci tengo a dire che prima siamo stati nella Valconca e poi sull’isola di Corfù ed ora siamo chiusi in casa in attesa del tampone dell’ATS (sigh). Faccio di esigenza virtù, prendendomi questo tempo per scrivere un post per i tanti milanesi che, invece (per mancanza di ferie, di soldi o per timore), sono dovuti rimanere a casa e hanno invaso la rete con richieste di suggerimenti per passeggiate o gite non lontane dalla città. Si tratta di un articolo in divenire, che mi riprometto di aggiornare e approfondire, mano a mano, con post dedicati. Ho deciso di organizzarlo in uno schema, dando le coordinate geografiche e una breve descrizione del luogo. Eccolo:

Abbazia di Chiaravalle

Provincia: Milano (quartiere Chiaravalle)
Distanza da Milano: 11 km
Genere: arte e territorio
Per chi: per tutti
Descrizione: abbazia romanica e monastero benedettino con bottega e mulino funzionante, immersi nel verde del Parco Agricolo Sud Milano.

Abbazia di Morimondo

Provincia: Milano (Comune di Morimondo)
Distanza da Milano: 37 km
Genere: arte e territorio
Per chi: per tutti
Descrizione: abbazia cistercense nell’omonimo borgo rurale nel Parco del Ticino.

Abbazia di Viboldone

Provincia: Milano (comune di San Giuliano Milanese, frazione Chiaravalle)
Distanza da Milano: 19 km
Genere: arte e territorio
Per chi: per tutti
Descrizione: abbazia romanico-gotica con affreschi di scuola giottesca, tra risaie e campi a marcita.

Bosco in Città

Provincia: Milano
Distanza da Milano: 10 km
Genere: parco urbano
Per chi: per tutti
Descrizione: sentieri ombrosi, ruscelletti, frutteti e area barbecue.
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Cascata del Cenghen

Provincia: Lecco (Abbadia Lariana)
Distanza da Milano: 74 km
Genere: trekking, natura
Per chi: escursionisti (anche della domenica)
Descrizione: Cascata e pozze d’acqua fresca al termine di sentiero poco impegnativo.

Certosa di Pavia

Provincia: Pavia (Certosa di Pavia)
Distanza da Milano: 32 km
Genere: arte
Per chi: per tutti
Descrizione: complesso monumentale rinascimentale con superba la facciata in marmi policromi.

Lago d’Endine

Provincia: Bergamo (Endine, Monasterolo al Lago)
Distanza da Milano: 83 km
Genere: natura
Per chi: per tutti
Descrizione: piccolo lago montano con spiagge, aree barbecue e possibilità di sport acquatici.
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Parco delle Cave

Provincia: Milano
Distanza da Milano: 9 km
Genere: parco urbano
Per chi: per tutti
Descrizione: laghetti, cascine, prati, sentieri e campi da basket.
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San Colombano al Lambro

Provincia: Milano (San Colombano al Lambro)
Distanza da Milano: 53 km
Genere: borgo rurale
Per chi: per tutti
Descrizione: borgo con castello medievale da cui partono sentieri tra i campi coltivati a vite.

Sentiero dei Giganti

Provincia: Milano (San Giuliano Milanese, Melegnano)
Distanza da Milano: 17 km
Genere: trekking periurbano
Per chi: per tutti
Descrizione: passeggiata su strade interpoderali da Cascina Carlotta a Cascina Cappuccina passando per Cascina Santa Brera e Rocca Brivio. Possibilità di proseguire su strada urbana fino al Castello di Melegnano.

Piani d’Erna

Provincia: Lecco
Distanza da Milano: 60 km
Genere: natura
Per chi: escursionisti
Descrizione: altopiano raggiungibile in funicolare da cui partono diversi sentieri. Possibilità di ristoro e pernottamento in rifugio.

Piani di Bobbio

Provincia: Lecco (Barzio)
Distanza da Milano: 71 km
Genere: natura
Per chi: escursionisti
Descrizione: altopiano raggiungibile in funicolare da cui partono diversi sentieri. Possibilità di ristoro e pernottamento in rifugio.

Bereguardo e il Ticino

Provincia: Pavia
Distanza da Milano: 35 km
Genere: natura
Per chi: per tutti
Descrizione: potrete ammirare uno dei 7 ponti di barche italiani, prendere il sole o concedervi una passeggiata sulle rive del fiume.

Valle del Freddo

Provincia: Bergamo (Solto Collina)
Distanza da Milano: 87 km
Genere: natura
Per chi: naturalisti
Descrizione: riserva naturale dal particolare microclima in cui cresce flora di alta montagna.

Hiroshima sotto la pioggia

“In Giappone dovettero inventare una nuova parola per indicarli, segno che nulla del genere – ma neanche di lontanamente paragonabile – era mai stato visto prima. Loro sono gli hibakusha: i superstiti; donne, uomini e bambini che nell’agosto del ‘45 si trovavano a Hiroshima e Nagasaki e che, con terribile e prolungata sofferenza, sopravvissero all’esplosione atomica. Nei ricordi il bagliore accecante seguito dal
tremendo boato. Poi tutto divenne buio. La “pioggia nera” cadde sui loro corpi e
li ferì nel profondo. Problemi fisici, ma anche psicologici e sociali, condizionarono il resto della loro vita e di quella dei loro figli. Un orrore che non dovrà mai più accadere, fu ripetuto più volte. Ma se di fatto sono già passati settant’anni da Little boy e Fat man, l’ultimo test nucleare risale a soli due anni fa.” (da SDMese, maggio 2015)

Anni fa aprivo in questo modo la recensione della mostra Senzatomica, promossa da Soka Gakkai, un percorso multimediale a sostegno della sottoscrizione di una Convenzione Internazionale sulle Armi Nucleari.

Poi a Hiroshima ci sono stata e i segni di quella pioggia nera li ho visti sui muri, sugli oggetti, sui vestiti, sulla pelle di chi è stato vittima di quella tragedia. Visitare il Museo della pace è una presa di coscienza concreta, un’espiazione simbolica. Ospitato in un edificio bianco dalle linee razionaliste (un progetto di Kenzo Tange) all’interno del Parco della Pace (quello che vediamo in tv, ogni anno, nelle commemorazioni del 6 agosto), l’allestimento è diviso in due sezioni. La prima parte, prettamente documentale (fatta di foto, stralci di giornali, video, fotografie) sembra voler preparare il pubblico a ciò che viene dopo, ma a ciò che viene dopo è impossibile essere pronti. Le vittime sfigurate, i vestiti fusi alla carne, le ombre impresse indelebilmente ai gradini degli edifici. Si raccontano anche le storie degli hibakusha, tra cui quella di Sadako Sasaki, la ragazzina delle mille gru di carta. Ghirlande di questi origami sono esposte presso il Monumento alla Pace dei Bambini, dove anche voi potrete lasciare la vostra, unitamente a un messaggio contro la guerra.

Pioveva anche quel giorno a Hiroshima, l’atmosfera era grigia e ti entrava nelle ossa. In silenzio abbiamo raggiunto il porto e in nave abbiamo raggiunto Miyajima. Dal Monte Misen, al centro dell’isola, l’orrore sembrava lontano.

Cosa fare a Milano… nella fase 2

Finalmente le maglie della quarantena si sono allentate e, rispettando le regole, si può praticare attività sportiva individuale. Così, se vi siete stancati di girare intorno al divano (che poi da lì a gettarvisi sopra è un attimo), potete concedervi un piccolo trekking in campagna.

La provincia di Milano, soprattutto andando verso sud, è più verde e bucolica di quanto ci si possa immaginare. Ci sono estesi parchi agricoli (di alcuni ho già parlato in altri articoli: Flowers shooting, A,b,c… iliegi. Consigli per godersi l’hanami, Cosa (non) fare a Milano in agosto) ma anche veri e propri angoli di campagna, perfetti per rimettersi in moto dopo il letargo invernale.

Ieri siamo andati a camminare lungo il fiume Adda, dove è stata realizzata una rete di sentieri pedonali e ciclabili. La seconda tappa della Ciclovia dell’Adda va da Lodi a Cassano D’Adda; noi consigliamo il tratto compreso tra Zelo Buon Persico e Spino D’Adda che è ben tracciato e accessibile a tutti (parcheggio in via del Pioppo in località Bisnate).

Portate: cappello (non c’è molta ombra), acqua (non ci sono fontanelle) e binocolo (per osservare gli uccelli acquatici). Il percorso è completamente pianeggiante e il tratto dal vecchio ponte sull’Adda alla confluenza con il canale Vacchelli è lungo circa 8 km (andata e ritorno). Perfetto per scaldare i motori in vista di trekking più impegnativi!

Una nota a margine: portate con voi la mascherina. Se sarete soli non sarà necessaria ma in alcuni punti, dove il sentiero è stretto, se incrocerete altre persone, non sarà possibile mantenere la distanza di sicurezza e sarà, quindi, necessario indossarla.

Cosa (non) fare a Milano in agosto

Rieccoci qua, dopo più di un mese dal nostro ultimo post. Lo so cosa state pensando: chissà che mega viaggio si sono sparati Valeria e Angelo in questo lungo periodo di silenzio. Spiecente, siete fuori strada.

Ecco come sono andate in realtà le cose.

Saremmo dovuti partire per Corfù. I vestiti e le macchine fotografiche già chiusi nelle valige, le indicazioni per le piante sul balcone già date. Tutto pronto, insomma. Peccato che, in quel fatidico 5 agosto che di poco precedeva la nostra partenza, il karma decise che l’unico tour che avrei fatto quest’estate sarebbe stato quello degli ospedali di Milano e provincia. Non sto ha raccontarvi quel che mi è successo: ormai l’ho fatto così tante volte (al medico di famiglia, al neurologo, all’oculista, all’olista e via dicendo) che l’idea di spiegarlo di nuovo mi fa venire la nausea… e non vorrei aggiungere questo sintomo a quelli che già mi porto dietro da allora. Il riassunto è che sono stata tanto male, che Corfù non l’abbiamo vista neanche con il binocolo e abbiamo trascorso, per la prima volta dopo tanti anni, l’estate a Milano (OMG!).

Intanto – se posso permettermi di darvi un suggerimento nonostante le condizioni in cui ancora mi trovo (state tranquilli/non cantate vittoria, non morirò ma sappiate che scrivere queste poche righe mi costa tanta, tanta fatica) – non fate la cazzata di star male ad agosto! Tutti quelli bravi sono in vacanza. State male a novembre, a febbraio, a maggio. Oppure state bene, che è sempre meglio. E se volte star bene, viaggiate, che cura tutti i mali.

Nel caso, invece, vi venisse la malaugurata idea di avere un crollo psicofisico proprio nel famigerato periodo estivo, sappiate che potreste trovare maggior giovamento facendo una bella passeggiata nella natura che in una corsia d’ospedale. E, contrariamente a quanto si possa pensare, a Milano ce ne sono tanti. Di parchi, intendo.

Il mio preferito è senza dubbio il Parco delle Cave. Se il nome vi dice qualcosa è perchè ve ne ho già parlato in precedenza (vai all’articolo). Si tratta di una vasta area verde (circa 140 ettari) ad ovest di Milano, nel quartiere Baggio. In questo ritaglio di campagna, a pochi passi da strade trafficate, ci si può concedere lunghe camminate attraversando prati, boschetti e frutteti o fermarsi per un picnic in riva a uno dei suoi 4 laghetti. Ci sono campi per giocare a calcio e a basket e altri semplicemente per sdraiarsi nell’erba. Quando sono aperte, è anche possibile visitare due tipiche cascine lombarde: cascina Linterno e cascina Caldera.

Una scoperta di quei travagliati giorni è stato, invece, il Bosco in città. Si trova nella stessa zona del Parco delle Cave, con cui condivide anche il carattere agreste. Il parco si sviluppa attorno alla Cascina San Romano, vicino alla quale è stata allestita un’area feste dove è possibile noleggiare un barbecue per fare una bella grigliata tra amici. Noi non eravamo attrezzati, così abbiamo preso una piadina al Ristoro Cascina Bellaria, una struttura ricettiva a misura d’uomo, di ogni uomo (per saperne di più visita il loro sito), al confine tra il Bosco e il Parco di Trenno (un’altra bella area verde, più “urbana” di quelle descritte in questa pagina). Finito di mangiare una passeggiata tra orti, viali alberati e campi è un vero toccasana per mente e corpo. Magari averlo fatto prima!

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proximamente

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Greece gallery

In questa pagina sono raccolte le gallery dei luoghi che abbiamo visitato in Grecia.

This page contains photogalleries of the places we visited in Greece.

Esta página contiene fotografias de los lugares que visitamos en Grecia.

Corfù

Luogo: North Kerkira. Periodo: agosto 2020.

Creta

Luogo: Eraclio, Chania, Retimno, Lasithi. Periodo: agosto 2017.

Tuscany gallery

In questa pagina sono raccolte le gallery dei luoghi che abbiamo visitato in Toscana (per saperne di più leggi anche gli articoli 10 giorni per innamorarsi della Toscana e Firenze in a day, are you ready?).

This page contains photogalleries of the places we visited in Tuscany (to learn more read also 10 giorni per innamorarsi della Toscana and Firenze in a day, are you ready? ).

Esta página contiene fotografias de los lugares que visitamos en Toscano (para aprender mas leer tambien 10 giorni per innamorarsi della Toscana y Firenze in a day, are you ready?).

Firenze

Luogo: Firenze. Periodo: giugno 2018.